Le trattative

«Siamo all’alba di una presunta terza Repubblica. È chiaro che non si può costruire su fondamenta solide una nuova Repubblica che incarni davvero un processo di maturazione della nostra democrazia se non si fanno i conti col passato».

Il racconto freddo e spietato, dettagliato, a volte doloroso della lunga serie di conflitti e attacchi che ha condotto Ingroia, dopo essere stato protagonista di tutte le indagini del processo sulla trattativa Stato-mafia, a lasciare la magistratura per poi dedicarsi alla carriera di avvocato.
Un tribunale sotto assedio, senza alcun alleato da parte della politica, attaccato dalla stampa e da pezzi dello Stato per impedire che si svelasse quello scenario che sembrava delinearsi fin dai giorni successivi all’attentato di via D’Amelio.
Passaggio dopo passaggio, nome dopo nome, fatto dopo fatto. La ricostruzione di Ingroia svela quello che fu a tutti gli effetti un golpe.
Non solo, quindi, la trattativa individuata dal processo recentemente giunto a sentenza, ma uno scenario più ampio e complesso dove le trattative furono ben più di quella messa in atto per fermare le stragi e prima ancora per arrestare Riina.
Dove uomini e strutture di sicurezza dello Stato, pezzi dell’economia nazionale, massoneria fino ai vertici dello Stato cercarono di negare che con le mafie si era andati a patti.

Una ricostruzione dove inchieste apparentemente scollegate al filone della “trattativa” riemergono e assumono un valore ben diverso da quello conosciuto finora.
Perché il sistema criminale da cui gli eredi di Falcone e Borsellino erano partiti è ancora lì, anche se finalmente oggi ne è stato svelato un pezzo.

Antonio Ingroia, oggi avvocato, giornalista e presidente del movimento politico “Azione Civile”, è stato per più di vent’anni pubblico ministero antimafia a Palermo, dove ha iniziato la propria carriera con Paolo Borsellino e Giovanni Falcone e ha condotto importanti indagini su mafia e politica (Contrada, Dell’Utri, trattativa Stato-mafia, omicidio Rostagno).
Collaboratore di varie riviste e quotidiani, fra cui Micromega, «l’Unità» e «il Fatto Quotidiano», ha di recente pubblicato C’era una volta l’intercettazione (2009); Nel labirinto degli dei (2010); Palermo (2012); Io so (2012), Vent’anni contro (con Gian Carlo Caselli, 2013).
Con Imprimatur ha pubblicato Dalla parte della Costituzione (2016).

Pietro Orsatti ha collaborato con numerose testate giornalistiche italiane e straniere.
Regista di documentari e di trattamenti teatrali, da alcuni anni ha avviato un’ampia attività di scrittore ed editor.
Per Imprimatur ha pubblicato Grande Raccordo Criminale (insieme con Floriana Bulfon), Roma Brucia, In morte di Don Masino e Il bandito della Guerra Fredda.

Le trattative
Dal sistema criminale alla trattativa Stato-mafia. Ventisei anni di attacchi ai pm e di ricerca della verità
di Antonio Ingroia con Pietro Orsatti
Formato 14×21 brossura con bandelle
ISBN 9788868306052
euro 17,00 | pagine 240

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