Maurizio Lorenzi

Maurizio LorenziMaurizio Lorenzi

Maurizio Lorenzi (MaLo), Bergamo, 1973, segno zodiacale gemelli. Appartenente alla Polizia di Stato dal 1993.

Nel 2005 pubblica «Racconti sulla strada» (Sottosopra edizioni, prefazione di Vittorio Feltri), la sua opera d’esordio. Una raccolta di storie autentiche, raccontate con ironia ma capaci di toccare sia il sacro che il profano, la passione per i viaggi, l’importanza dell’amicizia e tutto ciò che riguarda la vita un poliziotto, lato professionale incluso.

Nel 2008 firma «A modo mio» (Edizioni Il Molo, prefazione di Savino Pezzotta), ideale continuazione di «Racconti sulla strada». Un romanzo atipico con tenui tinte gialle. I protagonisti sono una serie di appunti, rinvenuti casualmente da un uomo un po’ “sui generis” che riesce nell’impresa di trasformali in un libro.

Nel 2011, firma «Racconti di strada» (Edizioni Ananke), nato come remake di «Racconti sulla strada», collage di racconti narranti inseguimenti rocamboleschi, i turni di notte, le violenze da fronteggiare, le ingiustizie, l’odore del sangue, i ladri da quattro soldi e i ladri gentiluomo, i ricettatori e gli evasi, il profumo della polvere da sparo, l’adrenalina, la rabbia, le cazzate e le sbadataggini, la farraginosa burocrazia, gli sbirri “sui generis”, i mille rimedi per ogni circostanza che fanno sorridere e sullo sfondo, il mondo ricco di contraddizioni di Lampedusa, nel bel mezzo degli sbarchi, quando realizzi che chi ti sta guardando negli occhi ti sta ricordando il valore della vita.

Nel 2012 firma il racconto «L’ultima lettera», inserito nella raccolta di scritti e ricette “Il gusto del Piemonte” edito da Conti Editore, a cura dell’Associazione Scrittori e Sapori. Introduzione a cura di Bruno Quaranta.

Nel 2013 firma «Sbirro Morto Eroe, le verità giudiziarie» (Conti Editore), la ricostruzione del conflitto a fuoco del 6 febbraio 1977 avvenuto al casello autostradale di Dalmine, tra due pattuglie della Polizia Stradale e alcuni membri della banda Vallanzasca in cui persero la vita il Maresciallo D’Andrea e la Guardia di P.S. Renato Barborini. Una meticolosa analisi delle carte processuali riporta alla luce dettagli inediti che si scontrano con la presunta «etica criminale» dell’epoca che, di fatto, si sgretola in maniera clamorosa.
E poi ancora le ultime ore di vita del Maresciallo della P.S. Luigi D’Andrea, le fitte trame del processo celebrato in seguito ai tragici eventi, i colpi di scena, le confessioni ritrattate, le indagini a singhiozzo, le false piste, gli inquinamenti politici e una miriade di indizi all’apparenza incongruenti, esaltati o adombrati dalla massiccia  esposizione mediatica a cui è sottoposto il principale dei sospettati. La verità si compone gradualmente come un puzzle e fa luce su un passato ombroso, riuscendo a distinguere gli eroi dagli impostori.

Nel 2014 firma ‘Eroi senza nome‘, Imprimatur, vincitore del diploma d’onore del premio letterario Il Molinello 2016 per la sezione saggistica. Gli Eroi senza nome sono persone comuni che spesso finiscono per rimanere nell’ombra, lontano dal clamore delle cronache. Eppure un nome e un cognome ce l’hanno, anche se nessuno sembra accorgersene. Antonio Montinaro era il caposcorta che proteggeva la vita di Giovanni Falcone. Emanuela Loi faceva parte della scorta di Paolo Borsellino. Claudio Del Moro lotta ogni giorno sull’asfalto bollente dell’autostrada A4, tra inseguimenti e incidenti mortali. I vigili del fuoco sono una squadra che non smette mai di farsi onore, proprio come dopo il terribile terremoto che sconvolse L’Aquila. Gli eroi senza nome sono i nostri eroi. Gli eroi di tutti.

Nel 2016 firma ‘Identikit, il disegnatore di incubi, Imprimatur. “Disegno incubi. Traccio linee sottili e altre più marcate. Individuo forme e le loro
increspature. Curo dettagli e smussature. Chiudo gli occhi, rielaboro e poi immagino per ricreare quello che sul mio foglio ancora non esiste. Idealizzo, forgio, ma poi verifico e se necessario cancello, riparto da zero, come una spugna su un piano. Non per scelta, ma solo per passione. La mia passione è l’istinto che mi respira dentro. Disegno incubi con cui devo convivere. È questa la mia vita.”

Nel 2018 pubblica ‘Il comunicatore‘, Imprimatur. Un poliziotto specializzato in missioni internazionali, esperto di rimpatri di pregiudicati stranieri, viaggia per il mondo accompagnando gli estradati nel loro Paese di origine, ma con l’integerrimo agente viaggiano anche misteriose scatole da consegnare ad altrettanto oscuri personaggi. Un romanzo giallo ispirato a una storia vera, che scava nel profondo dell’animo umano, nei lati nascosti che appartengono a ciascuno di noi.

Pubblicista e free lancer, coltiva di continuo nuove idee per arrivare, un giorno, forse, a capirsi.

Il sito di Maurizio Lorenzi

@MaLoWriter