Bambini plusdotati: Step-Net e un film per capire il dono del talento

Gifted

Il primo novembre nelle sale italiane esce il film “Gifted, il dono del talento”, che affronta il tema dei bambini con quoziente intellettivo superiore alla media (gifted). Un’occasione per le famiglie e per gli insegnanti per imparare a gestire il loro comportamento dentro e fuori la scuola.

La storia di Gifted comincia in una cittadina nei pressi di Tampa, in Florida, dove la piccola Mary Adler (Mckenna Grace) cresce sotto le cure non convenzionali dello zio Frank (Chris Evans), fratello della madre deceduta quando la bambina era ancora in fasce. A sette anni compiuti, Mary dimostra di possedere un talento naturale per i numeri e la matematica, e seppure debba ancora alzarsi sulle punte per scrivere le frazioni alla lavagna, riesce a risolvere da sola equazioni complesse di livello avanzato, destando l’interesse di preside e insegnanti. Non solo. La nonna materna Evelyn (Lindsay Duncan), colpita dal suo genio precoce, pretende per la nipote una formazione appropriata nel moderno Massachusetts, in ambiente accademico e con un team di insegnanti specializzati a disposizione. Mentre Frank, nonostante rischi di perdere l’affidamento, resta fedele alla promessa fatta alla sorella prima che morisse: garantire a sua figlia un’infanzia serena e spensierata, cadenzata dai compiti e dagli impegni della scuola pubblica e addolcita dai pomeriggi di gioco con i coetanei. I due modi diversi di immaginare il futuro della nipotina si scontreranno in una battaglia legale per l’affido, nella quale anche Mary sarà impaziente di dire la sua.

«Il racconto cinematografico ha un’impronta tipicamente americana, ma illustra bene alcune caratteristiche dei bambini plusdotati, che accanto a un talento eccezionale, mostrano peculiarità comportamentali ed emotive di vario tipo e a volte hanno problemi nelle relazioni con i coetanei», spiega Viviana Castelli, presidente dell’associazione Step-net, punto di riferimento in Italia per le famiglie dei bambini gifted. «Mary ha un talento eccezionale per la matematica, ma non tutti i gifted mostrano capacità così straordinarie» prosegue Castelli. «Dal punto di vista intellettivo però, la plusdotazione è un dono e ha moltissime sfaccettature, e il talento può manifestarsi anche in campi diversi da quello matematico. Secondo i test psicologici, sono gifted i bambini che hanno un QI superiore a 130 (120 “Apc”, cioè ad alto potenziale cognitivo), contro una media di 100 nella popolazione generale. A differenza di quanto si pensa, non si tratta di una caratteristica così infrequente: l’8-10% a partire dal QI 120 dei bambini rientra infatti in questa categoria, pur senza raggiungere i valori elevatissimi della piccola Mary, che sono invece molto rari. Ecco perché la plusdotazione è un dono e non un disturbo», continua Castelli.

Per supportare le famiglie, Step-net è ormai diffusa in quasi tutte le regioni. «Purtroppo, in Italia, raramente i docenti hanno una formazione specifica e non sanno riconoscere un alunno plusdotato, né accompagnarlo nel suo percorso scolastico», conclude Castelli. Per questo, oltre a offrire a assistenza ai genitori e ai bambini stessi, l’associazione Step-net è attiva nel cercare di modificare l’atteggiamento della scuola italiana su questo tema.

L’associazione Step-Net ha pubbicato anche il libro Ad alto potenziale. Storie di bambini plusdotati. Non un testo scientifico, ma una raccolta di storie che racconta l’esperienza e i percorsi di alcune famiglie con figli plusdotati.

Intervista tratta da Io Donna

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